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Scuola
Il Maestro e lo studente

Al pronto soccorso dell’ospedale il Dottor Guglielmo Antor, un giovane medico di trentacinque anni ma, nonostante la giovane età, primario del reparto di endocrinologia, sta sfogliando  la cartella clinica di un paziente appena arrivato con l’ambulanza in codice giallo, è un anziano di ottanta anni che in quel momento appare addormentato, ciò che lo colpisce di più è il nome, Enrico Piospi, è il suo maestro di quinta elementare e tornano in mente i ricordi di quei tempi lontani …

 

La scuola è iniziata da quattro giorni, la campanella è appena suonata e tutti gli allievi della quarta A sono già in classe, la porta dell’aula si apre ed entra il maestro, gli allievi si alzano in piedi e si guardano stupiti non è il loro maestro, il nuovo arrivato si rivolge agli studenti:

«Seduti, sono il nuovo maestro, Enrico Piospi, il vostro insegnante ha avuto un grave infortunio dal quale non si sa se potrà ristabilirsi quindi è stato posto in pensione anticipatamente dato che comunque avrebbe dovuto andarci alla fine di questo anno scolastico, sarò io a portarvi fino all’esame di quinta; ora faccio l’appello quando vi chiamo rispondete presente».

Finito l’appello il maestro si rivolge di nuovo loro:

«Per oggi vedremo di fare il punto del programma quindi faremo un ripasso generale per rendermi conto del vostro livello poi vi assegnerò dei compiti su argomenti precisi, visto che oggi è venerdì me li consegnerete per lunedì, attenetevi strettamente a quanto richiesto, vedo dal registro che alcuni di voi hanno sempre avuto degli ottimi risultati con il mio predecessore spero che non deludano e che chi era più scarso si impegni, pretendo da tutti i risultati migliori seguendo le linee guida della programmazione ministeriale dovete attenervi strettamente a quanto richiesto».

«So che vi chiedete il motivo di questa festa e perché sia presente il notaio, abbiate ancora un po’ di pazienza mi ritiro per qualche momento nel mio studio a completare dei documenti e attendere l’arrivo di un altro ospite» poi rivolto al vecchio maggiordomo Baptiste Leroi «Baptiste portami il mio solito digestivo e avvisami quando arriva quel signore di cui ti ho parlato poco fa».

«Certo Signore, provvedo subito» risponde il maggiordomo ed esce dalla sala insieme al padrone.

Tutti si guardano stupiti chiedendosi cosa volesse dire Ludovico; Cristina la figlia maggiore di Ludovico si avvia per uscire nel patio dove viene raggiunta da Daniele, il figlio di Luisa:

«Cristina, amore mio, hai parlato con i tuoi genitori di noi due, lo sai che ti voglio bene e vorrei che poter coronare il nostro sogno».

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Il racconto completo sul libro RACCONTANDO

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